L'ITALIA CHE MERITA!!
lunedì 28 febbraio 2011
vdg magazine è nuovo
Carissimo lettore,
VDG Magazine nasce dalla straordinaria
esperienza decennale di una
squadra che ha fatto della professionalità
una missione. Una squadra e un
giornale che vogliono occuparsi della
cultura sul cibo, sul vino, sul territorio.
Un territorio che vogliamo difendere
e promuovere. Un giornale, quindi,
che si pone al centro del sistema agroalimentare
di qualità per divulgarne il
valore. Un giornale a sostegno di migliaia
di aziende che producono con
passione e fatica prodotti di eccellenza.
Siamo qui a sostenere quell’Italia
migliore che fatica e suda, nella speranza
di farcela per i propri figli. E ancora
una volta su questo numero ci
occupiamo di beni culturali: continueremo
a farlo fino a quando si capirà
che in questo Paese il patrimonio storico
e artistico deve essere considerato
un driver economico. Vi porteremo
poi nelle locande del Salento e a scoprire
la carota del Fucino ma anche il
broccolo fiolaro e i ceci di Faeto. E, ancora,
il Borsino del gusto con quello
che di buono e di cattivo è emerso
nell’ultimo mese. Non dimentichiamo
l’Italia che merita con altre belle segnalazioni.
Insomma, nomen omen, come
dicevano gli antichi. Ecco perché VDG
Magazine, un nome che rispecchia il
destino del giornale capace di raccogliere
e stimolare il dibattito, di creare
opinioni, di fare luce sulla verità tante
volte negata proprio all’Italia che produce.
Un magazine, come proprio ci
sentiamo, al servizio solo ed esclusivamente
dei lettori.
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lunedì 13 dicembre 2010
mercoledì 8 settembre 2010
enrico letta
Allora dico ma come si permette?
Siamo alle solite nel pd sembra ci sia una corsa a chi spara più cazzate.Vorrei sapere da Letta piccolo se è stato fatto nel pd un referendum se si vuole o meno tenere Di Pietro.Nel tal caso io non me ne sono accorto altrimenti Letta picccolo ci faccia il piacere di parlare solo a nome suo e non a nome del popolo del pd.E ancora Bersani in qualità di suo capo glielo vuole dire di smetterla.In organizzazioni serie quando si piscia così fuori dal vaso si viene semplicemente cacciati.Questo continua a restare al suo posto.Così facendo il destino del pd ,a mio avviso,è l'estinzione.
D.M.
sabato 4 settembre 2010
ambasciatori di Vie del gusto
Vie delgusto è giunto al 13° anno.In 13 anni abbiamo trattato e promosso i prodotti e il territorio in maniera seria e competente.
Possiamo e dobbiamo fare di più.Con voi.Stiamo infatti cercando gli ambasciatori di Vie del gusto.Persone che amano il proprio territorio e insieme al giornale lo vogliono tutelare e promuovere.E' per questo motivo che si apre la campagna di Vie del gusto per la ricerca di ambasciatori i quali possono segnalare tutto ciò che accade sulla propria zona.Mettetevi in contatto con noi per avere altre informazioni.Questo sarà un servizio
di denuncia a disposizione della comunità di Vie del gusto.
Salviamo l'Italia che merita e bruciamo l'Italia che non merita.
Domenico Marasco
Direttore Vie del gusto
lunedì 26 luglio 2010
Beni culturali: un driver economico da valorizzare
Editoriale Vie del gusto Agosto 2010
Lo dice la parola stessa. Bene culturale. Cos'è un bene se non una ricchezza, una risorsa, un patrimonio. Un bene culturale è quindi una ricchezza non inespressa, ma “espressissima” in quanto esistente, visibile forse da qualche migliaio di anni.
Risorsa visibile, espressa, indiscussa ma non sfruttata e valorizzata adeguatamente.
Ma come si valorizza questo straordinario patrimonio?
E come fare per generarne ricchezza e quindi vederlo come un driver economico?
La prima cosa da fare è censirlo e catalogarlo in modo tale da renderlo facilmente fruibile e quindi visitabile da più persone possibili. La seconda cosa è renderlo più accattivante,più giovane, più fresco, "meno vecchio". La terza cosa è promuoverlo in maniera professionale e adeguata con obiettivi mirati alla crescita dei flussi visitatori.
Su questo punto al ministro e ai suoi collaboratori potremmo dare qualche consiglio gratuito. Per esempio utilizzare le poche risorse esistenti in modo, diciamo, meno dispersivo.
Sul costume (perchè proprio di costume si deve parlare) di come vengono utilizzate le risorse per la promozione nel nostro paese bisogna aprire un capitolo a parte e vi promettiamo che lo apriremo e in modo serio prima della fine dell'anno.
A guardare i risultati del traffico turistico nel mondo l'Italia negli ultimi anni ha perso posizioni fino ad arrivare, nel 2009, al quinto posto con 43 milioni di visitatori, superata da Cina (51 milioni), Spagna (52 milioni), Stati Uniti (54 milioni) e Francia (74 milioni), che mantiene il primato da almeno il 2000 (fonte: World Tourism Organisation). Dovremmo essere il Paese più visitato al mondo e invece... Tutto questo ci dice che i soldi spesi dal governo centrale e dai governi periferici, come minimo, sono stati spesi male.
Su questo fronte ci conviene guardare ai nostri cugini d'Oltralpe e di come si sono organizzati con un unico ente promotore, la Sopexa. Ente peraltro non governativo ma di proprietà del Credit Agricole.
Nel nostro Paese e a tutti i livelli c'è il problema delle competenze e delle professionalità che vengono depresse, calpestate e alla fine anche insultate dai professionisti addetti al nulla. Vediamo macellai che dirigono partiti, venditori di panini che vogliono promuovere i musei e parrucchieri assegnati alla direzione dei lavori per il restauro degli Uffizi.
Ci chiediamo: quando verranno chiamati quelli bravi e competenti?
Quelli che hanno investito una vita negli studi per saperne di più.
Chiamarli e farli lavorare sarebbe un primo passo per promuovere l'Italia che merita.
Quell'Italia che, se non ascoltata, prima o poi alzerà la voce.
Domenico Marasco